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XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)

 

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XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)

(Relatore: Ivano MIGLIOLI)

RELAZIONE

sui

DISEGNI DI LEGGE

Bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009 (C. 1747-B)

Stato di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'anno finanziario 2007 (Tabella n. 4, limitatamente alle parti di competenza)

Stato di previsione del Ministero della solidarietà sociale per l'anno finanziario 2007 (Tabella n. 18, limitatamente alle parti di competenza)

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2007) (C. 1746-bis-B)

dei deputati
FABBRI, COMPAGNON, LO PRESTI, BODEGA

      La XI Commissione,

          esaminata la tabella 4, relativa allo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per il 2007 (limitatamente alle parti di competenza) e la tabella 18, relativa allo stato di previsione del Ministero della solidarietà sociale per il 2007 (limitatamente alle parti di competenza), e le connesse parti del disegno di legge finanziaria,

      premesso che:

          la condotta del Governo non ha permesso alla XI Commissione di esaminare

 

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una parte rilevante delle norme di sua competenza approvate dalla Camera in prima lettura e inserite nel maxiemendamento su cui è stata posta la questione di fiducia;

          i tempi previsti dal calendario per l'esame in Commissione, in sede di terza lettura, non sono sufficienti a garantire un esame serio e approfondito delle parti introdotte nel corso della seconda lettura al Senato;

          in tema di assunzioni dei lavoratori pubblici a tempo determinato, attraverso l'istituzione del Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici, l'impostazione della manovra sembra essere dettata più da una esigenza di carattere politico ed elettorale che non dalla necessità di garantire il buon andamento della pubblica amministrazione;

          si rileva che, l'assunzione a tempo indeterminato di un numero assai ingente di persone già assunte o utilizzate attraverso tipologie contrattuali non a tempo indeterminato, oltre a comportare un sensibile aumento di spesa pubblica avviene in parte anche senza il requisito essenziale dell'assunzione mediante procedura selettiva pubblica, a cui la Corte Costituzionale (sentenza n. 34 del 2004) ha sancito che è possibile derogare «solo in presenza di peculiari situazioni giustificatrici, nell'esercizio di una discrezionalità che trova il suo limite nella necessità di garantire il buon andamento della pubblica amministrazione (articolo 97, primo comma, della Costituzione) ed il cui vaglio di costituzionalità non può che passare attraverso una valutazione di ragionevolezza della scelta operata dal legislatore»;

          si procede in maniera indiscriminata ad assumere una grande quantità di personale nella pubblica amministrazione senza prevedere, per contro, neppure l'inserimento di una qualche forma di una scala di merito che premi l'efficienza e leghi in qualche modo le retribuzioni alla produttività;

          con tali iniziative, si rilancia come modello sociale dominante quello dell'aspirazione del «posto pubblico a vita», in spregio alle esigenze, ormai quasi unanimemente riconosciute, di stimolare il dinamismo economico la produttività e la competitività del sistema;

          si contesta, altresì, l'inquadramento in ruolo dei dipendenti già assunti mediante procedura selettiva pubblica con contratti a tempo determinato nell'ambito della COVIP attraverso un semplice esame-colloquio, senza la previsione di ulteriori requisiti di ammissione che premino la competenza o la specializzazione;

          sui fondi pensione, il testo non ha recepito completamente le indicazioni frutto del lavoro svolto dalla XI Commissione, in sede referente, sul disegno di legge di conversione del decreto legge 13 novembre 2006, n. 279 recante «Misure urgenti in materia di previdenza complementare», che il Governo ha scelto di non calendarizzare in Aula alla Camera;

          le norme contenute nel testo allontanano l'Italia dagli indirizzi indicati dall'Unione Europea, sia per quanto riguarda l'Agenda di Lisbona e sia in relazione al Libro verde «Modernizzare il diritto del lavoro per rispondere alle sfide del XXI secolo» (COM(2006)708), in materia di crescita dell'occupazione: sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, investimenti nella conoscenza e nell'innovazione, riduzione dei costi connessi alle formalità burocratiche, liberalizzazioni, maggiore flessibilità;

DELIBERA DI RIFERIRE
IN SENSO CONTRARIO